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L'anno che uccisero Rosetta

 

Racconto musicale in un atto

per soprano, voci recitanti, clarinetto, violino, violoncello e fisarmonica

Testo liberamente tratto dal romanzo di Alessandro Perissinotto

Musica di Marco Emanuele

 

Marina Degrassi, soprano          Fabio Freisa, clarinetto

                                                           Stefania Priotti,violino

                                                           Laura Culver, violoncello

                                                           Francesco Minniti, fisarmonicista

                                                                                                                  

                                                  Edoardo Narbona, direttore

 

 

 

L'anno che uccisero Rosetta è un giallo ambientato nelle valli di Lanzo del dopoguerra, di cui racconta la vita materiale, le storie, le tradizioni locali.

 

Per le musiche che accompagnano la narrazione, il compositore ha scelto testi di poetesse medievali, in lingua provenzale: un omaggio alla cultura occitana che permea di sé il territorio, e soprattutto un modo per dar voce alle donne, presenti come oggetto di desiderio ma ridotte al silenzio nel dialogo a due voci tra Sindaco e Commissario.

Le "Trovatore" medievali sono esempio di una cultura femminile raffinata e di alto livello letterario, spesso trascurata negli studi sui più noti Trovatori.

Anche se i testi non sono in diretta relazione con la narrazione, metterli in musica è stato un modoper dare corpo e voce alla figura principale del romanzo: Rosetta, sulla cui morte, avvenuta tanti anni prima, indaga un Commissario sensibile e introverso. Come già la madre, anche Rosetta, amata e desiderata da tutti, è stata vittima di un mondo in cui solo gli uomini decidono.

 

I brani musicali sono sempre in qualche modo previsti dal racconto. In alcuni episodi il ballo tradizionale della curenta fa da sfondo alle vicende narrate e vengono citati alcuni canti popolari.

Le musiche dello spettacolo si basano direttamente sulle curente ballate ancora oggi a Cantoira, e ne offrono una specie di riscrittura per il piccolo gruppo strumentale. Nella ballata di Cecilia, invece, la melodia di uno dei canti più popolari italiani più noti viene sottoposta ad una serie di trasformazioni: diventa per esempio un tango e, alla fine, un'aria d'opera vera e propria. In tutti gli altri casi le musiche sono totalmente inventate.

 

Numeri musicali:

n.1 Canso e curenta  prima

n.2 Intermezzo (...le campane)

n.3 Intermezzo (...le storie del Sindaco)

n.4 Canso

n.5 Melologo / Valzer e due curente

n.6 Ballata

n.7 Intermezzo

n.8 Canzone dei suonatori

n.9 Melologo

n.10 Canso

n.11 Curenta seconda

n.12 Curente terza, quarta e quinta

n.13 Canso

n.14 Curenta prima

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                        

 

 

 

 

 

Rosetta - Ballata di Cecilia - M. Degrassi sop.
00:00 / 00:00
Rosetta - Canso n. 4 - M. Degrassi sop.
00:00 / 00:00

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