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Mirra aria Pereo - Angelo Galeano
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Mirra terzetto - Marina Degrassi Giuseppe Gerardi Tatjana Korra
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  L'aspetto straordinario della tragedia di Alfieri, è che dentro di sé contiene già un libretto d'opera. Come se i versi pretendessero la musica e le forme di un'opera dell'Ottocento. Questo, nonostante il livore che Alfieri provava nei confronti del melodramma a lui contemporaneo, pre-rossiniano. A dispetto di tale posizione, i librettisti della generazione successiva, di fede classicista, hanno preso a modello la versificazione alfieriana e le sue tragedie vivono una seconda vita riaffiorando qua e là nei libretti di Romani, Gilardoni, Piave e soprattutto Cammarano. Anche per questo la musica che ho scritto affonda le radici nel melodramma dell'Ottocento: Rossini e Donizetti in primo luogo. I modelli sono prosciugati: restano le voci di un quartetto vocale; restano, essiccati, pochi strumenti, che rappresentano ciascuno una famiglia dell'orchestra ottocentesca.

 

  L'altro aspetto perturbante del testo alfieriano è l’argomento: Alfieri riprende la vicenda della ragazza innamorata del padre, che con uno stratagemma riesce ad andarci a letto. Nella tragedia questo non succede e il desiderio non riesce a trovare voce per esprimersi. Mirra è un personaggio che lotta per ricacciare indietro le parole del desiderio. Questo è sempre sul punto di uscir fuori, mentre lei cerca di ridursi al silenzio o di parlare (cantare) in modo accettabile, senza far trasparire il senso reale di quello che dice. Per questo nel suo canto ci saranno una musica per la convenzione sociale, le regole, le cose che si possono dire, e una musica diversa per il desiderio represso. La musica delle convenzioni, delle cerimonie, dell’incomunicabilità che sperimentano i personaggi, pur nella sincerità dei loro affetti, è quella del melodramma rossiniano. Musica orecchiabile, ma difficile, che impegna i corpi dei cantanti in un’attività quasi sportiva. La musica del profondo, quando emerge, attraversa due livelli: il primo è una musica dissonante, scomposta; il secondo, quando il desiderio si libera (solo nella morte, secondo Alfieri), è un canto popolare, accennato e poi variato nel finale. Lo prendo, molto alla lontana, da un grande cantastorie pugliese.

M.E.

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